Stato virtuale

Proponiamo il 15 ottobre prossimo (38 anni della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale) di celebrare la nostra posizione etica in Rete con un segnale, un semplice adesivo (ognuno può scaricarlo) che potremo mettere anche sulla macchina e un piccolo distintivo da mettere sul vestito e il 16 ottobre successivo di celebrare anche la Giornata internazionale dell’alimentazione con la nostra proposta all’ONU.

Riepilogando il 15 e il 16 ottobre ricordiamo al mondo che esistono i componenti dello Stato virtuale cioè di tutta quella comunità che si riconosce unita nel proporre giustizia e vita anche per chi fino ad oggi è stato maltrattato, sfruttato e ucciso.

Noi, che esprimiamo empatia anche per gli indifesi non-umani, formiamo una “COMUNITA’ BIOLOGICA” quasi uno “Stato virtuale” in cui i vecchi valori sono rovesciati. In questa comunità non ci siamo solo noi umani empatici, ma ci stanno di diritto anche tutti i nostri fratelli e le nostre sorelle che noi dobbiamo tutelare e difendere con le unghie e con i denti della non violenza.

La specie “Homo sapiens” – per parola divina – si è ritenuta per secoli assolutamente diversa da quegli “oggetti animali nati solo per nostro uso e consumo”. Da questa convenzione ipocrita nascono massacri, maltrattamenti e crudeltà, si scatena spesso nell’animale umano – ignorante o cosciente - tutta la sua bestiale aggressività.

L’ “Uomo” si è autoconsiderato “persona giuridica” con tutti i suoi diritti civili, politici, sociali, mentre per lui gli animali sono res=cose e i prati, i boschi, i monti, i mari, i laghi, l'aria sono territori di conquista per il potere, per la speculazione edilizia, industriale, bellica. Nascono città cementate e poi strade ferrate e asfaltate, macchine di tutti i tipi, automobili, aerei, industrie e commerci che creano un apparente benessere. E alcuni individui, soprattutto gli animali sempre schiavi, sempre prede, sempre oggetti, sacrificati alla scienza e ai consumi, al gusto, alla moda, allo sport, ecc..

Noi non accettiamo questo gioco globalizzante e schiavizzante dei più deboli ma pensiamo che ogni essere ha i suoi diritti naturali alla vita, al rispetto, alla libertà, diritti fondamentali che, in un certo senso, nemmeno l’uomo più debole possiede perché i vari poteri gli hanno rubato l’aria, l’acqua, la terra, la salute ed ora anche il lavoro. I grandi esclusi dalla legge e dai loro diritti fondamentali sono con noi e fanno parte insieme a noi della grande “COMUNITA’ BIOLOGICA” di “diversi” ma uguali di fronte alla vita perché è ormai chiaro che la specie umana è simile a tutte le altre ed  ha una stessa comune origine. Si tratta di conoscere e capire tutte le culture e tutti gli individui.

Noi e gli animali siamo una comunità numerosissima,  molto più numerosa dei vecchi umani conservatori di pregiudizi, falsità e ignoranza. Siamo potenti e, così – come loro si sono autodefiniti “persone giuridiche” – noi ci definiamo tutti (umani e non umani) quasi uno “Stato virtuale”, e noi empatici siamo anche rappresentanti di coloro che – innocenti – affidandosi alla natura – non hanno la possibilità di reagire come è avvenuto e avviene anche per gli schiavi umani e i popoli e/o gli individui perseguitati.

E poi se i cacciatori, gli allevatori, i macellatori, i pescatori, i toreri, i ricercatori e simili si sono imposti alla società con le loro leggi di sfruttamento e di morte, perché noi della “COMUNITA’ BIOLOGICA”, noi che non agiamo per interessi personali ma per gli “interessi vitali” di chi non ha voce e - comunque - per il bene comune, non possiamo proporre una cultura aperta a tutti gli esseri? Non si tratta di una imposizione “talebana” ma di una presa di coscienza che si trasformerà in un sistema di vita migliore e possibile per tutti.

 

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